Cresce il mercato del vino vegano

vino vegano

 

L’industria del vino può aspettarsi un aumento della domanda di vini privi di prodotti di origine animale, poiché il veganismo diventa uno dei trend di consumo in più rapida crescita a livello globale.

Lambrusco, Negramaro, Chianti, tanti sono i produttori che hanno iniziato a produrre vino vegan. Macos’è il vino vegano? E, soprattutto, come è possibile orientarsi tra gli scaffali di enoteche e supermercati ed essere sicuri di acquistare un vino vegan? Per produrre un vino vegano, è vietato l’impiego di qualsiasi titpo di derivato di origine animale, come sono ad esempio l’albumina d’uovo, la caseina o i caseinati, l’ovoalbumina e la lisozima da uovo, che possono invece essere impiegati nelle produzioni “vegetariane” e nelle produzioni convenzionali. Il claim “vino vegano” o similari è a tutti gli effetti un’informazione attualmente non regolata in modo specifico né dalle norme comunitarie né da quelle nazionali.  Esistono sul mercato diversi marchi privati che identificano la caratteristica “vegan”. Si tratta normalmente di marchi di proprietà di persone fisiche, associazioni o strutture private che vengono concessi in uso ai produttori di vino in base a specifici regolamenti interni. Questi marchi hanno lo scopo di comunicare al consumatore in modo immediato e intuitivo la caratteristica vegan del vino. Alcuni marchi sono più noti, altri meno, ma in generale in ogni Paese esistono uno o più marchi che comunicano la caratteristica “vegan” del prodotto.

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