Cultura del vino, contro l’abuso e il “binge drinking” tra i giovani

I risultati dell’ultima indagine Istat restituiscono l’immagine di un’Italia “beona”, di giovani del Bel Paese che, nella maggior parte dei casi, hanno perso completamente il piacere di gustare un buon bicchiere di vino a tavola, preferendo ubriacarsi con alcolici e mix di superalcolici non meglio definiti.

Per invertire la tendenza “bisogna insistere sull’educazione a un modo di bere moderato e consapevole, legato ai pasti“: ecco la ricetta di Confagricoltura per rispondere con forza ed efficacia ai dati del Rapporto 2011 dell’Istat su “L’uso e l’abuso di alcol in Italia“.

Secondo quanto emerso dall’indagine, sono soprattutto i giovani e i giovanissimi a concedersi un bicchiere di troppo lontano dai pasti. “L’aumento del diffondersi dell’alcol fra i giovani è un dato molto preoccupante e bisogna lavorare per una soluzione che tuteli i nostri ragazzi. E’ fondamentale, quindi, educare a un consumo consapevole e moderato e ribadire l’importanza di un modello di bere tradizionalmente legato ai pasti, come nel nostro Paese è quello del vino. Strategie di intervento generalizzate innescano meccanismi poco utili al suo perseguimento e spesso dannosi per il comparto produttivo vitivinicolo che già sta scontando una notevole diminuzione dei consumi interni” ha aggiunto Confagricoltura.

Insegnare e far apprezzare la tradizione, la cultura del vino, dei prodotti d’eccellenza che il settore vitivinicolo sa e può offrire ai consumatori italiani, giovani e meno giovani. Ecco la prima “mossa” vincente per evitare che i giovani diventino vittime di un rapporto distorto e malsano con l’alcol, cadendo al “binge drinking”, cioè la tendenza, sempre più pericolosa e diffusa, di bere al preciso scopo di ubriacarsi.

 

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